di Carlo Longo
Rafforzati gli obblighi per i datori di lavoro in materia di sicurezza, con sanzioni che includono multe e persino l’arresto in caso di violazioni
Cambia il quadro normativo dello smart working in Italia, con l’entrata in vigore delle nuove regole introdotte dalla Legge annuale per le Piccole e Medie Imprese. Il provvedimento punta a rafforzare le tutele per i lavoratori agili, intervenendo in modo deciso sugli obblighi di sicurezza a carico dei datori di lavoro.
Tra le principali novità figura l’inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta le disposizioni previste. In particolare, diventa obbligatoria la consegna di un’informativa scritta sia al lavoratore sia al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), contenente le indicazioni sui rischi connessi alla prestazione lavorativa e sulle misure di prevenzione adottate. La mancata comunicazione di tali informazioni può comportare conseguenze rilevanti.
Le sanzioni previste sono infatti significative: si va da ammende che superano i 1.700 euro fino a oltre 7.400 euro, fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’arresto da due a quattro mesi per i datori di lavoro inadempienti. Un segnale chiaro della volontà del legislatore di garantire standard elevati anche nelle modalità di lavoro a distanza.
La normativa ribadisce inoltre la natura dello smart working come modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, basata su un accordo tra le parti e organizzata per obiettivi, fasi o cicli. L’attività può essere svolta sia all’interno che all’esterno dei locali aziendali, senza una postazione fissa, nel rispetto dei limiti di orario stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Resta centrale il ruolo del datore di lavoro, chiamato a garantire non solo la sicurezza del lavoratore, ma anche il corretto funzionamento degli strumenti tecnologici forniti.
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