di Velia Iacovino

Anche Teheran ha confermato, tramite il ministro degli Esteri, la sua adesione all’accordo, sottolineando che Washington avrebbe accettato l’impianto generale del suo piano in 10 punti

 

trump

Si ferma, almeno per ora, la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. A meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum, il presidente  Donald Trump ha annunciato  la sospensione dei bombardamenti per due settimane, aprendo una finestra negoziale che potrebbe portare a un accordo più ampio. La tregua è bilaterale e, secondo fonti della Casa Bianca, coinvolgerebbe anche lo Stato ebraico. La decisione è arrivata nella notte dell’8 aprile, poco prima delle 2 (ora italiana), limite fissato da Trump per un possibile attacco su larga scala contro infrastrutture energetiche iraniane. E anche Teheran ha confermato, tramite il ministro degli Esteri  la sua adesione all’accordo, sottolineando che Washington avrebbe accettato l’impianto generale del piano iraniano, che sarà al centro delle trattative. Per due settimane, ha precisato Seyed Abbas Araghchi , sarà garantito il transito sicuro nello Stretto di Hormuz, pur con alcune limitazioni tecniche.

Trump dal canto suo ha spiegato che  gli Stati Uniti hanno “raggiunto e superato gli obiettivi militari” e che esistono le condizioni per arrivare a un accordo definitivo. La proposta iraniana in 10 punti, ha aggiunto, rappresenta una base “praticabile” per i negoziati. Il prossimo passo sarà diplomatico. I colloqui tra Stati Uniti e Iran dovrebbero iniziare venerdì 10 aprile a Islamabad, con la mediazione del premier pakistano Shehbaz Sharif, che ha avuto un ruolo chiave nel favorire la tregua. Restano aperte intaanto questioni centrali, come sanzioni, sicurezza regionale e stabilità delle rotte energetiche.

Per ora, il conflitto si ferma. Ma la tenuta dell’accordo dipenderà dall’esito dei negoziati e dal rispetto delle condizioni fissate da entrambe le parti.

Ma ecco il piano iraniano in 10 punti, che il presidente  Trump, ha rdefinitp «una base negoziale praticabile». La proposta, pubblicata da Nour News, testata vicina al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, delinea condizioni ampie che toccano, nucleare, sanzioni e presenza militare nella regione.

Nel dettaglio, il piano prevede:

  1. Un impegno fondamentale degli Stati Uniti a garantire la non aggressione nei confronti dell’Iran.
  2. Il mantenimento del controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz.
  3. Il riconoscimento del diritto dell’Iran ad arricchire uranio per il proprio programma nucleare.
  4. La rimozione di tutte le sanzioni primarie imposte a Teheran.
  5. La revoca delle sanzioni secondarie contro entità straniere che intrattengono rapporti economici con istituzioni iraniane.
  6. L’annullamento di tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU contro l’Iran.
  7. La fine delle risoluzioni dell’International Atomic Energy Agency relative al programma nucleare iraniano.
  8. Il pagamento di compensazioni all’Iran per i danni di guerra subiti.
  9. Il ritiro delle forze combattenti statunitensi dalla regione.
  10. Un cessate il fuoco su tutti i fronti, incluso il conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano.

La proposta, se confermata nei suoi contenuti, rappresenta una piattaforma negoziale complessa e ambiziosa, destinata a incidere profondamente sugli equilibri geopolitici del Medio Oriente.

 

 

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