di Martina Esposito

Oggi circa 17 milioni di minori necessitano assistenza umanitaria urgente, mentre ospedali distrutti, carenza di personale e attacchi continui aggravano una crisi sanitaria già critica

Tre anni dopo l’inizio della guerra in Sudan, la situazione umanitaria continua a peggiorare, colpendo in modo particolare i più piccoli. Secondo Save the Children, dall’aprile 2023 almeno tre bambini al minuto sono venuti alla luce in un contesto segnato da violenze diffuse, sfollamenti e dal collasso quasi totale del sistema sanitario. In totale, si stima che siano nati circa 5,6 milioni di bambini, molti dei quali in condizioni estremamente precarie.

Oggi circa 17 milioni di minori, pari a quasi due terzi della popolazione infantile del Paese, hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria. Le strutture sanitarie, già fragili prima del conflitto, sono state devastate: tra il 70% e l’80% degli ospedali nelle aree più colpite non è più operativo, mentre quelli ancora funzionanti affrontano gravi carenze di medicinali, attrezzature e personale.

La crisi sanitaria ha avuto conseguenze dirette sui tassi di mortalità. I dati indicano un aumento significativo della mortalità materna, passata da 263 decessi ogni 100.000 nascite nel 2022 a 295 nel 2025. Anche la mortalità infantile resta drammaticamente elevata, alimentata dalla mancanza di cure ostetriche adeguate e dall’impossibilità di accedere a servizi medici essenziali.

A peggiorare ulteriormente la situazione sono i continui attacchi contro le infrastrutture civili. Tra il 2023 e il 2025 sono stati registrati oltre 200 attacchi contro strutture sanitarie, con migliaia di vittime. Solo nel 2026, l’intensificarsi degli attacchi con droni ha causato centinaia di morti tra i civili. Un episodio particolarmente grave ha colpito un ospedale nel Darfur orientale, rendendolo inutilizzabile e privando l’area di servizi vitali, inclusa l’assistenza pediatrica.

Anche le difficoltà logistiche aggravano la crisi: la chiusura del confine con il Ciad, fondamentale per l’ingresso di aiuti, rischia di interrompere ulteriormente la distribuzione di cibo, medicinali e forniture mediche.

Save the Children lancia un appello urgente alla comunità internazionale affinché si intervenga per fermare le violenze, proteggere i civili e garantire l’accesso umanitario. Senza un’azione immediata, avverte l’organizzazione, il conflitto rischia di compromettere irrimediabilmente il futuro di un’intera generazione di bambini sudanesi.

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