di Corinna Pindaro

Trump torna all’attacco di Meloni: «È stata negativa». Scontro su Iran, Nato ed energia mentre proseguono i negoziati con Teheran

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a colpire la premier Giorgia Meloni, definendo il suo atteggiamento «negativo» in un’intervista a Fox News.

Dopo le dichiarazioni già rilasciate al Corriere della Sera, il leader americano ribadisce la delusione per il mancato sostegno italiano nel coinvolgimento della NATO nella crisi con l’Iran.

«Non abbiamo più lo stesso rapporto»: la frattura con gli alleati

Trump allarga la critica a tutti i Paesi che non hanno sostenuto la strategia americana, includendo esplicitamente l’Italia: «Non abbiamo più lo stesso rapporto», ha dichiarato.

Secondo il presidente, gli alleati europei avrebbero mostrato ingratitudine, nonostante beneficino della protezione e del ruolo strategico degli Stati Uniti, soprattutto sul fronte energetico.

Nato sotto accusa: «Perché spendiamo miliardi?»

Nel mirino di Trump finisce ancora una volta l’Alleanza Atlantica. Il presidente mette in discussione il senso stesso dell’impegno americano: «Perché spendiamo miliardi di dollari all’anno sulla Nato se non sono con noi?».

Un messaggio che suona come un avvertimento diretto agli alleati, in un momento in cui la crisi internazionale richiede compattezza.

Energia e benzina: «I prezzi scenderanno presto»

Nel corso dell’intervista, Trump ha anche promesso un calo dei prezzi del carburante: «Scenderanno molto presto e in modo significativo», ha assicurato.

Il presidente ha collegato la riduzione dei costi alla possibile chiusura del conflitto con l’Iran, indicando un miglioramento atteso prima delle elezioni di metà mandato.

Negoziati Usa-Iran: possibile nuovo incontro

Sul fronte diplomatico, la Casa Bianca ha confermato contatti in corso per un nuovo round di negoziati con Teheran, probabilmente ancora a Islamabad.

La portavoce Karoline Leavitt ha parlato di colloqui «produttivi», esprimendo fiducia nella possibilità di un accordo, pur senza conferme ufficiali su una proroga del cessate il fuoco.

Tregua fragile e rischio escalation

Secondo diverse indiscrezioni, Stati Uniti e Iran starebbero valutando un’estensione della tregua di due settimane, nel tentativo di evitare una nuova escalation.

Restano però aperti i nodi principali, tra cui la riapertura dello Stretto di Hormuz e il programma nucleare iraniano.

Pressione militare e minacce iraniane

Mentre la diplomazia procede, cresce anche la tensione sul piano militare. Teheran minaccia di bloccare le rotte marittime nel Golfo Persico e nel Mar Rosso in risposta alle mosse americane.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, stanno rafforzando la presenza militare nella regione con migliaia di soldati e unità navali, mantenendo alta la pressione in caso di fallimento dei negoziati.

Scenario aperto tra scontro e diplomazia

Le parole di Trump segnano un ulteriore deterioramento dei rapporti con alcuni alleati europei, Italia inclusa, mentre il confronto con l’Iran resta in bilico tra dialogo e possibile escalation.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se prevarrà la via diplomatica o se la crisi entrerà in una fase ancora più critica.

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