di Aisha Harrison

 Rubio ha ringraziato l’FBI, il Dipartimento della Difesa, il personale statunitense coinvolto in diverse agenzie, oltre al Consiglio giudiziario supremo iracheno e ai partner locali, per il contributo decisivo nel garantire la liberazione.

La notizia della liberazione è stata confermata da fonti governative irachene e da una fonte a conoscenza dei fatti, mentre il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha espresso sollievo in una dichiarazione ufficiale: «Siamo sollevati che questa cittadina americana sia ora libera e stiamo lavorando per garantire la sua partenza in sicurezza dall’Iraq».

Secondo diverse fonti, il nome di Kittleson figurava in una lista di giornalisti statunitensi considerati obiettivi di rapimento dalla milizia. La reporter era stata sequestrata il 31 marzo nella capitale irachena.

Un portavoce di Kata’ib Hezbollah aveva già annunciato, attraverso un messaggio diffuso sul canale Telegram del gruppo, che la giornalista sarebbe stata rilasciata a condizione di lasciare immediatamente il Paese. Al momento, non sono noti dettagli precisi sulla sua posizione attuale. Rubio ha inoltre ringraziato l’FBI, il Dipartimento della Difesa, il personale statunitense coinvolto in diverse agenzie, oltre al Consiglio giudiziario supremo iracheno e ai partner locali, per il contributo decisivo nel garantire la liberazione.

Secondo quanto riferito da fonti interne alla milizia, che hanno parlato in forma anonima, il rilascio della giornalista sarebbe avvenuto nell’ambito di uno scambio che prevede la liberazione di alcuni membri di Kata’ib Hezbollah detenuti dalle autorità irachene.

 

 

 

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