di Emilia Morelli
Trump annuncia il blocco dello Stretto di Hormuz: «Non noi ne abbiamo bisogno». Tensioni con Iran e rischio escalation globale
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’entrata in vigore del blocco navale dello Stretto di Hormuz, uno dei punti più sensibili del commercio energetico mondiale.
«Non noi abbiamo bisogno dello Stretto, ma il mondo sì», ha dichiarato Trump, ribadendo anche che «Teheran non avrà mai le armi nucleari» e che l’Iran sarebbe comunque interessato a un accordo. Una linea dura che segna un nuovo punto di escalation nella crisi.
Negoziati falliti e ritorno alla tensione
Il blocco arriva dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran tenutisi a Islamabad. L’assenza di un’intesa, in particolare sul programma nucleare iraniano, ha fatto rapidamente degenerare la situazione.
Secondo indiscrezioni riportate dal The Wall Street Journal, la Casa Bianca starebbe valutando anche la possibilità di riprendere attacchi militari mirati, oltre alla pressione esercitata attraverso il blocco marittimo.
Le minacce di Trump e il fronte internazionale
Trump ha accompagnato la decisione con nuove minacce, tornando a evocare possibili bombardamenti su infrastrutture iraniane e avvertendo la Cina di possibili dazi fino al 50% in caso di supporto militare a Teheran.
Nel frattempo, alcuni Paesi stanno reagendo alla crisi. La Francia, guidata da Emmanuel Macron, ha annunciato insieme alla Regno Unito l’organizzazione di una missione multinazionale per garantire la libertà di navigazione nello stretto.
La risposta dell’Iran: «Non mettete alla prova la nostra determinazione»
Teheran ha reagito duramente al blocco. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito Washington: «Non mettete alla prova la determinazione dell’Iran».
Anche i Guardiani della Rivoluzione iraniana hanno alzato i toni, minacciando conseguenze dirette per Stati Uniti e alleati e parlando apertamente di un possibile scontro su larga scala nella regione.
Hormuz al centro della crisi globale
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha implicazioni enormi. Da questo passaggio transita una quota significativa del petrolio mondiale, e qualsiasi interruzione incide direttamente sui prezzi dell’energia, sui trasporti e sull’economia globale.
Le organizzazioni internazionali, tra cui Nazioni Unite, hanno già espresso preoccupazione per la libertà di navigazione e per le ripercussioni su commercio, sicurezza alimentare e stabilità economica.
Diplomazia ancora aperta ma scenario incerto
Nonostante l’escalation, restano aperti alcuni spiragli diplomatici. Fonti americane parlano di possibili nuovi incontri con l’Iran, mentre attori regionali e internazionali cercano di mediare.
Tuttavia, il blocco navale deciso da Trump segna un punto di svolta: il rischio di un ulteriore aggravamento del conflitto è concreto e le prossime mosse saranno decisive per evitare una crisi ancora più ampia.
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