di Carlo Longo
Crisi energetica e guerra in Iran: von der Leyen spinge sulle rinnovabili mentre Spagna e Francia varano misure per elettrificazione e riduzione dei costi

La nuova crisi energetica legata al conflitto in Iran riporta l’Europa davanti a una scelta cruciale: contenere i rincari dei combustibili fossili o accelerare la transizione energetica.
La posizione della Commissione europea è chiara. La presidente Ursula von der Leyen ha ribadito che «questa è la seconda crisi dei combustibili fossili in pochi anni» e che «l’unica via d’uscita duratura è passare alle rinnovabili e al nucleare, elettrificando l’economia il più rapidamente possibile».
Un messaggio che segna una direzione netta: meno dipendenza dalle fonti tradizionali e più investimenti nella transizione verde.
L’Europa tra emergenza e trasformazione energetica
L’aumento dei prezzi di petrolio e gas, aggravato dalle tensioni geopolitiche, sta mettendo sotto pressione famiglie e imprese. Tuttavia, Bruxelles vede nella crisi un’occasione per accelerare il cambiamento strutturale del sistema energetico.
L’obiettivo è duplice: ridurre la vulnerabilità alle crisi internazionali e costruire un modello più sostenibile e indipendente nel lungo periodo.
Spagna in prima linea: piano da 5 miliardi
Tra i Paesi più attivi c’è la Spagna guidata da Pedro Sánchez. Il governo di Madrid ha varato un pacchetto da circa 5 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’elettrificazione.
Parallelamente, sono state introdotte misure per contenere l’impatto immediato dei rincari: riduzione significativa delle accise sull’energia, fino al 60% sull’elettricità, e incentivi sul carburante per le categorie più colpite.
Incentivi a mobilità elettrica ed efficienza energetica
Il piano spagnolo prevede anche una detrazione fiscale del 15% per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in, oltre a incentivi per l’autoconsumo energetico e per l’installazione di pompe di calore.
Sono previste inoltre agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici e strumenti fiscali per favorire gli investimenti delle imprese nelle rinnovabili, con ammortamenti accelerati.
Francia e Spagna seguono la linea di Bruxelles
Accanto alla Spagna, anche la Francia del presidente Emmanuel Macron si muove nella stessa direzione, puntando su un mix di nucleare e rinnovabili.
Le due grandi economie europee stanno quindi applicando concretamente le indicazioni della Commissione, cercando di coniugare interventi immediati per contenere i costi con strategie di lungo periodo.
Una svolta obbligata per il futuro energetico europeo
Le parole di von der Leyen sintetizzano una consapevolezza sempre più diffusa: le crisi energetiche legate ai combustibili fossili non sono episodi isolati, ma segnali di un sistema fragile.
Accelerare sulla transizione energetica non è più solo una scelta ambientale, ma una necessità economica e strategica per garantire stabilità e sicurezza all’Europa nei prossimi anni.
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